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“Alla cassa del supermercato”.

Peggio del vuoto totale che si crea nella tua mente davanti alla tastiera del bancomat, c’è solo il vuoto totale che si crea nella tua mente davanti alla tastiera del bancomat in cassa centrale al supermercato.

Sono attimi dal sapore di terrore, vitreo il volto, vuoto lo sguardo e quei numeri che non giungono.

Giocoleria allo stato puro, digiti i numeri che ti passano per la mente conscia del fatto che non hanno alcun senso, che sono solo numeri digitati a caso e il vuoto si fa sempre più incolmabile.

Sembri la ragazzina dei Goonies alle prese con l’organo maledetto fatto di scheletro e di ossa, tre errori e il salto nel vuoto ed è quello che ti tocca veramente se non ti muovi a digitare il numero corretto in Sardegna, in cassa centrale alla Conad, il 14 agosto, alle sette di sera,
quando per trovare parcheggio hai dovuto dormire in auto una notte, usare l’accendisigari per fare il caffè e l’arbre magique non può niente contro i muschi e licheni che proliferano nell’abitacolo.

Tu sei appena rientrata dal lavoro, hai fatto in tempo a recuperare la prole prima che l’ultimo bambino venisse ritirato (e che non si dica che sei sempre l’ultima) e sei corsa al supermercato.

I figli ti aspettano in macchina e sai che il rischio è che come per gli Higlander, ne resterà solo uno.

Mentre attendi il tentativo numero uno ti guardi intorno, tutti ti fissano con la faccia di chi ha fretta…

Ma che fretta vuoi avere che hai la sabbia tra i capelli, le ciabatte scendidoccia, il risotto liofilizzato, la macedonia da 250 euro per un chicco d’uva, due di anguria, tre di melone rancido sul fondo e l’abbronzatura da patata dimenticata nel forno a 350 gradi???

Al tentativo numero due anche la cassiera, che conosce bene i tuoi figli, comincia a temere, il ticchettio dell’orologio scandisce le gocce di sudore che grondano dalla tua fronte corrugata, nel portafoglio nel quale continui a frugare, continuano ad esserci solo un euro e cinquanta, l’euro e cinquanta si sente osservato e sotto pressione.

Tentativo numero tre…

Transazione eseguita.

I volti delle persone che attendono in fila si rilassano, parte l’applauso come per il pilota all’arterraggio dell’aereo, ti inchini in un saluto teatrale, giungi alla macchina baldanzosa, felice, soddisfatta, in fondo la memoria non ti ha tradita!

“Bambini per cena toast!”

Ma hai dimenticato il pancarre’… il prosciutto e le sottilette.

Per cena patate e pomodoro.

Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.