I miei articoli

E tutto questo perché ti vuoi bene…

E ad un certo punto, decidi che è arrivato il momento di volerti bene, ma bene veramente!

Sfoderi la maschera del viso più figa del mondo, che tuo fratello e la sua prima fidanzata ti hanno regalato 15 anni fa, è argilla… oddio… ricordi di aver letto così 15 anni fa… perché hai perso il sacchetto, le istruzioni e la scatola… ma ti ha seguito per undici traslochi! È la tua bottiglia di vino delle grandi occasioni!!!

Che tanto della bottiglia di vino non te ne fai niente, sei astemia, con la cistite e in quarantena.

Momento di profonda consapevolezza, sei davanti allo specchio, aggiungi l’acqua al terriccio, per un attimo ti sembra di preparando terra per i semenzai, ti riconcentri, cospargi il viso con delicate applicazioni, poi ti stufi, cazzuolate di malta, muovi il mento sporchi il felpone, il felpone no! Ci mette 14 giorni ad asciugare! Cerchi di levarlo, ti si incastra la testa, allarghi il buco, sembra passarci, respiri, un attimo di rilassamento e sfreghi tutto il viso sul tessuto interno, te lo togli cristando, ti guardi allo specchio, sembri il protagonista di Brave Hart, Mell Gipson e devi ricominciare tutto da capo.

Ma non importa, è il tuo momento, ti stai volendo bene, ricominci, una volta finito ti prude il naso, ma non puoi grattarlo, saltelli, cerchi di distrarti, chiami le tue amiche in videochiamata e ti accorgi di non avere più terra sul naso… e niente l’hai grattato…

Non fai maschere facciali da… Non hai mai fatto maschere facciali, ma ricordi con precisione che da bambina quando ti infilavi nel fango con i tuoi amici si aspettava a levarlo che fosse asciutto… Aspetta, aspetta, aspetta, passano quaranta minuti, ti stufi, dura volersi bene eh! Così decidi di passarci il phon… una passata di phon… due, tre… ed ecco che è asciutto!

Oh che emozione… chissà che pelle liscia…

Oddiooooooo! Pelle rossa come il fuoco!!! Tutta la faccia infuocata!!! Panico!!! Panico!!! Respira, respira, macché cazzo di respira!!! Panico, panico!!! Acqua fredda a fiumi, chiami la tua amica che ti passa l’aloe, chiami la guardia medica che ti manda a comprare il Bentalan, chiami tua mamma che ti manda affanculo.

Il bentalan… concentrazione, ecco veramente tu, se puoi non prendi medicine, l’aglio, la cipolla e il limone solitamente funzionano, ma qui la situazione è grave, ti immagini dopo la quarantena, al Baretto di Porto Ferro, ballando “Suavemente besame” con quindici chili in più, i peli che ti escono anche dal naso e la faccia del Gabibbo!

Scendi in città, temi le pattuglie ai quali dovresti spiegare come ti sei conciata così, arrivi sotto il balcone della sua amica ed esce il vicino gnocco, ti guarda con una faccia terrore misto pena e tu, che in un attimo hai dimenticato il Baretto, il colorito e la quarantena, gli riservi il tuo sorriso più raggiante e acchiapposo del tuo repertorio, lui lancia il secchio dell’umido e scappa.

Intanto la tua amica ti lancia il bentalan.

Dieci minuti e passa la paura e tu torni grigio pallido collezione invernale.

E tutto questo perché ti vuoi bene! Figurati se ti stavi sul cazzo!

Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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