I miei articoli

Il Costanzo Show

Passi gli ultimi mesi della tua vita a mangiar gallette di riso e arricchire l’insalata con semi vari che anche i canarini di tuo padre, rimpinzati a semi e scagliola, un giorno hanno chiesto il risarcimento danni.
Cammini nell’acqua con la costanza di un bradipo messo sotto pressione e ogni duecento metri saluti una vecchietta che con dignità e impegno affronta la resistenza dell’acqua salutandoti con caparbio coraggio, tu avanzi con l’andatura di uno scimpanzé ubriaco, l’acqua scorre tra i solchi della cellulite seguendo le insenature, come tra le rocce granitiche di Capo Testa, dove di quando in quando un turista intona uno jodel, immagine alquanto romantica se non parlassi dei buchi della tua cellulite.

Dopo un orario continuato al lavoro e una pausa pranzo dedita al carico scarico calcinacci, che vede te e altre gentil donzelle vestire i panni di rudi uomini di fatica con rutto facile e pidocchi nel basso ventre, recuperi i figli agli allenamenti di calcio e decidi che le loro scarpette con i tacchetti e il tuo vestitino awaiano, andranno benissimo per l’evento in spiaggia dove ti aspettano le tue amiche e poi, cosa sarà mai un po’ di sudore imperlinato in fronte? La polvere dell’intonaco che ti incipria il viso? La cipolla che ti rinfaccia tra il pomodoro e la galletta ingurgitata a pranzo? Hai perso 50 grammi negli ultimi tre mesi, puoi sfoggiarlo con orgoglio.

Ma non hai fatto i conti con la perfezione, non hai fatto i conti con la giovinezza, non hai fatto i conti con generazione 2000, smart phon, perizoma anni ’80 che ora ha cambiato nome, con lambada incorporata; sono le nove di sera e la spiaggia è gremita di gente, alzi un’ascella per stabilire quanta distanza mantenere tra te e il resto del mondo valutando anche con attenzione l’alito regalato dal menù accuratamente selezionato per pranzo.
Musica irresistibile si espande nell’aria, leggerezza e brezza estiva rianimano i cuori sopiti dopo il lungo inverno, cominci a ballare e ti senti l’orologio a cucù di nonno che di tanto in tanto andava oliato (ricordarsi una volta a casa di comprare lo svitol su amazon) l’umidità ti infastidisce il coppino, uno dei tuoi figli ti chiede: acqua, cacca, nanna, tutto in quest’ordine e a distanza di 5 minuti e 40 secondi tra una richiesta e l’altra, hai il fiatone, la pancia che brontola, gli interni coscia che si sfregano che neanche i lupetti con le pietre focaie al campeggio degli scout.

Ti rendi conto immediatamente dell’utilità di tre mesi di gallette, ora vorresti solo: nutella, pizza ai peperoni, parmigiana e uno stuolo infinito di tiramisù.
Ma ti sei ovviamente dimenticata anche l’acqua.

Respiri, non troppo altrimenti si gonfia la pancia, raddrizzi le spalle, con attenzione perché hai la cervicale infiammata, ondeggi il bacino, sistemando meglio l’ernia in L5 S1, la tua amica ti arrotola il vestito lunghezza remorigerata anni ’50, nell’elastico delle mutande, che diventa lunghezza anni ’80, così ora assumi l’aspetto del gabibbo con il culo di nonna papera e le gambe scoperte di un triceratopo nano.

Ma sei nata negli anni ’80, le cinture di sicurezza non erano ancora obbligatorie, con il Garelli ti attraversavi i boschi di Lomazzo al crepuscolo e una pizza e una birra nel fumo del locale ti veniva 10 mila lire…

Beh… forse è ora di tornare a casa, lo danno ancora Costanzo su canale 5?

Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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