I miei articoli

“Neanche in Jurassic Park”.

Tu parti sempre con buoni propositi!!!

Li porti al mare, in montagna, li accompagni ai campionati, lo sai con chi hai a che fare, sai che sono dei pericolosi produttori di grossi guai, ma sei comunque fiduciosa, prima o poi si vedranno i frutti del tuo intenso lavoro… prima o poi…

Arrivati in spiaggia loro incontrano l’amichetto, tu saluti la tua amica e loro non ci sono più… spariti, volatilizzati…

Li cerchi nella macchia mediterranea, li chiami in ordine alfabetico, in ordine di altezza e di pirlaggine, lì è un casino perché li devi chiamare tutti insieme nello stesso momento…

Tempo e voce dopo, li trovi esattamente dove pensavi fossero, alla casetta abbandonata a km e km dal luogo di partenza.

L’arrampicata in parete tra il panico collettivo di uno dei tuoi figli cercherai solo di dimenticarla…

Non paga, dopo cena si esce per un aperitivo, vuoi credere che saranno composti, educati, garbati…
Aprono le portiere e hai l’impressione stia scendendo la squadra di rugby islandese, sembrano uno squadrone… e sono due.

Intanto tu hai messo il tacco alto e le tette strizzate in un reggiseno push up che ti manca il respiro, se non mantieni la calma Ulk sarà solo la tua bella copia!
Vorresti un bel paio di scarpe da tennis per infischiarti dell’ernia e rincorrerli per tutto il ponte romano, ma ti tocca mantenere la calma…

Palleggiano la palla di calcio sul vialetto di legno che porta alle nicchie coperte di gazebi bianchi tra divani, poltrone e sofà, nonché sedie e tavolini bianchi estivi tipo “Mediterraneo”, trema tutto il pontile, sembra “Jurassik park” all’arrivo dei t-rex.

Pensi non possa andare peggio di così finché uno non rincorre l’altro che per nascondersi apre la portiera di botto sulla macchina vicina! Sono stranieri, si rischia l’incidente diplomatico, ti scusi, patteggi, pensi di non potercela fare, ma finisce anche questa serata e ti chiedi:

Ma come facevano i nostri genitori?

Ed é così che ti torna alla mente la soave immagine di tua nonna con il cucchiaio di legno che prima di chiamare te nominava tutta la famiglia partendo dalle galline.

Tuo padre che ti raccomandava tuo fratello, lui faceva danni e menava te.

I garage nei cortili del paese, dove giocavi al dottore con bambini ai quali con imbarazzo ora accetti l’amicizia su Facebook! E tua nonna beveva il te con le amiche!

Le botte che ti prendevi e restituiti tra cugini che comunque non lo raccontavi, che se lo raccontavi, ti toccava anche il resto!!!

Forse forse non è che noi fossimo tanto diversi allora, è che lo siamo ora…

Abbiamo trent’anni in più, la pancia e la gastrite.

Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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