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Perseveranza, costanza e impegno.

Il tuo secondo genito ripone i quaderni nello zaino dopo averli piegati direttamente dalla costa, come fossero candide lenzuola, li ripone impilati uno sopra l’altro nel suo formato piccolo piccolo, adagia con cura l’astuccio a tre piani, vuoto, perché dal secondo giorno è completamente scevro (il 95% del suo contenuto giace sul fondo della cartella, luogo impervio e impossibile da raggiungere in quanto di guardia si estende per tutta la superficie una banana spiaccicata mista ad un kiwi in decomposizione) sopra i quaderni piegati.

Una volta sistemato il maestoso porta penne, pigia con tutta la sua forza per farli sparire nello zaino.
Il risultato è quello di una pressa meccanica, è come quando infili il polpo cotto in una bottiglia e lo congeli, una volta pronto tagli la plastica e rimane lì un enorme cubetto, così vale per il contenuto dello zaino, a volte vorresti tagliare lo zaino solo per vedere l’effetto cromatico e la sua composizione, ma poi cambi idea quando pensi che ti è costato uno stipendio da baby sitter al parco d’estate, 40 gradi all’ombra, bambino di due anni da rincorrere in posizione china che la schiena sta ancora acclamando a gran voce “ferie!”.
E gli deve durare almeno i cinque anni di elementari, i tre di medie, le superiori, l’università e poi lo deve usare per andare in piscina in estate e lasciare in eredità ai propri figli, esattamente come il tuo preziosissimo invicta.

Il primo genito ha lo zaino pieno, pieno, tanto da scoppiare, ha i libri di prima, seconda, terza e lui è in quarta, non molla niente, è tutto pressato all’interno dello zaino, non sfugge niente, niente può entrare, niente può uscire, non si conosce lo stato del fondo perché sono tre anni che il fondo non vede il sole.

Passi la vita a disquisire con il padre per capire da chi abbiano preso, ma se si po’ questionare su chi deve aggiustare la tapparella che si è rotta, se si può questionare sugli alimenti, sul conto della pizzeria, sul rigore non dato alla Roma, su una cosa non c’è dubbio, una cosa l’hanno presa da te:

loro entrano in campo, uno in attacco, uno in difesa, in due squadre diverse ma di un unico colore, sono dei trattori, hanno un obbiettivo e lo perseguono, sono pronti concentrati, sul pezzo, perseveranza, costanza, impegno.

E tu lo sai che hanno preso da te, puoi trattare su tutto ma non su questo, su questo no…

Perseveranza, costanza, impegno.

Infatti dopo tanti anni di duro lavoro, su questo non si tratta.

Perseveranza, costanza, impegno.

Non si spiega com’è pero’ che la spazzatura la butti ancora tu!!!

Stefania Italiano

Stefania Italiano

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