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Spesa ai tempi del covid 19

La spesa ai tempi del covid 19

Tu.

Ti alzi motivata, oggi giorno di spesa, oggi farai invidia a tutto il genere umano e a tutta la chat delle tue amiche, spesa stile quella di nonna e nonna é sempre pronta per entrare in guerra, anche riso e sottaceti a dicembre, che non si sa mai.
Ce la puoi fare!
Prima tappa bancomat.

Credito disponibile euro 16.50.

E niente, cosa te ne fai del riso freddo a marzo???

Arrivi al supermercato, non c’è nessuno, entri e cerchi la lista della spesa, ora, hai la mascherina, i guanti e il coprinaso ti finisce dritto dritto negli occhi, come quando da bambina te li premevi e ci vedevi doppio.
Infili la mano in tasca, si aggroviglia il nastro rosa delle chiavi, che hai accuratamente legato all’anellino per renderle ingombranti, antiestetiche, maestose e così non perderle mai, il nastro si unisce agli otto scontrini appallottolati che hai in tasca, mentre sfili il malloppo cadono le chiavi, gli scontrini, gli auricolari e 15 euro in carta, l’euro e cinquanta rimanente se ne sta imperterrito sul fondo della tasca e se la ride.

Comunque inutile che cerchi la lista della spesa, non ce l’hai una lista della spesa, non hai mai avuto una lista della spesa, ti riproponi sempre di prepararla ma te ne dimentichi.

Cristina.

Segue un apposito corso on line di rilassamento prima di fare la spesa, una sorta di yoga misto a meditazione, sa che sarà dura e comincia a sudare da casa per portarsi avanti con il lavoro.
Arriva al supermercato c’è una fila chilometrica, lei ha guanti, mascherina e occhiali da sole, perché la maschera del decespugliatore l’ha dimenticata sul divano e il cane gliel’ha disintegrata.
Dopo quarantacinque minuti è il suo turno, all’ingresso: polizia, guardia di finanza, nas e cani antidroga, tutto a posto tanto il cannone se l’e’ gia’ fumato in diretta l’istruttore di yoga.

Ingresso cinque alla volta, sembra di stare a “giochi senza frontiere” con Fabrizio Frizzi un milione di anni fa.
È il suo turno nella zona frutta e verdura, Cristina sa che il tempo è a suo sfavore, ha i guanti e non riuscirà ad aprire il sacchetto con facilità, no, il sacchetto proprio non si apre, i guanti non fanno attrito, lei si guarda intorno disperata, le gocce di sudore cominciano a imperlarle il viso, sta per andare in iper ventilazione quando il sacchetto si schiude a lei, decide di infilarci tutto dentro perché non riuscirà mai ad aprirne un altro, ma non può, il decreto che lei ha letto e letto più è più volte, non lo prevede e ricomincia tutto da capo.

Riempie il carrello, lo riempie in ogni minimo spazio e il poverino si ribella a lei lasciandosi trascinare solo d’obliquo, una botta a destra e una a sinistra e si fa tutto il supermercato a suon di “perdinci” e “acciderbolina” elevate al quadrato, moltiplicate per 1000, fatte bollire in acqua e aceto, sputacchiate nella mascherina come “cristi di santa ragione”.

Arrivata in cassa batte mascherina rosa pallido con bignè stampati e si aggiudica il primo posto, non l’avrebbe mai detto visto il blocco in zona verdura, ma è stato in zona latticini che ha dato il meglio di sé e le ha fatto guadagnare terreno.

Ora gli sguardi intorno a lei sono solo di profondo odio e Cristina comincia a risentirne, i suoi nervi saldi stanno cominciando a cedere, ma è comprensibile, quello che è avvenuto in corsia quattro difficilmente lo potrà affrontare da sola, fortuna che gli psicologi lavorano duro anche via Skype e supereremo anche questa.

Infatti è stato proprio in corsia quattro, che Cristina ha dovuto affrontare il momento peggiore, asciugantosi la fronte con il guanto, concentrata a non valicare i costosissimi occhiali da sole e infilarsi un dito negli occhi, mette distrattamente la lista in tasca… nooooo, la lista in tasca noooo!!!

Ora, la lista ormai è dentro e lei ne ha bisogno, ma se infila i guanti entrano anche i batteri, se non infila i guanti i batteri restano lì e si accoppiano (beati loro) e allora sarà la fine!
E in questo momento di sconforto, squotendo la testa da destra a sinistra, i lunghi capelli biondi si appiccicano al viso e oltre ad essere antiestetici, pieni di polveri di ogni genere, fanno prurito, ma il guanto è pieno di germi e di batteri e deve ancora entrare nella tasca e allora con l’orrido guanto è meglio prima togliere i capelli o prima sfilare il bigliettino?
E alla fine, esasperata, in un impeto di coraggio, infila la mano in tasca, prende il bigliettino, finisce la spesa, arriva alla cassa, cerca il portafoglio che è in borsa, tocca il fazzoletto, i trucchi, il cellulare, le chiavi di casa, i soldi e ora è assembramento, ora i virus e batteri ce l’hanno fatta, ma anche lei pensa di avercela fatta.

E invece no, non ha tenuto conto del gradino, il gradino, un centimetro e mezzo di dislivello con micro discesa la scombussola, effettivamente Donatello, il Carrello, non aiuta , indisposto si mette di traverso, Cristina già si vede cappottare con tutto il carrello a gambe all’aria e le mutande a pois in bella vista, che si sa le mutande a pois in pandemia siano assolutamente immancabili, “non vorrei mai dovessi andare all’ospedale e non sono in ordine”, ospedale? Qualcuno ha detto ospedale? Non è conveniente in questo periodo.

Riescono invece atletici a giungere all’auto, dove uno spazio di tre macchine lascia a Cristina tutta la calma e la zona di manovra confortevole per caricare quelle 18 borse per cui é stata maledetta in coda e dal cassiere!

Prende posto ma la signora Gertrude del terzo piano, le suona il clacson, la saluta e le chiede di spostarsi che deve parcheggiate accanto a lei… vicini vicini… ora se da persona a persona é necessario lasciare un metro e mezzo, l’auto proprio qui la doveva parcheggiare???
E così piccolo corridoio stretto per infilare la spesa, che la cassa dell’acqua ci entra solo in verticale e le pere lanciate ad una ad una sul cruscotto.

La macchina è affollata, c’e’ festa, la movida si é trasferita nella decappottabile rossa, i piu’ audaci nel prive’ in borsetta, virus e batteri in ogni dove, non vede l’ora della disinfezione totale, anche le pere non sfuggiranno.

Ora Cristina è a casa, sta bene e ha tempo per riprendersi.

P.s. nella mia tasca virus e batteri si suicidano da soli.

#agliocalzinispaiatiezenzero

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Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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