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“Ti vedo un po’ esaurita…”

“Ti vedo un po’ esaurita…”

Hai organizzato un pranzo a casa tua,
quella che hai arredato con dovizia di particolari grazie a Ikea.

Sembra il “gioco del Brivido”, quello con il castello e i trabocchetti, stratagemmi per nascondere in ogni dove:

hai la rastrelliera perché Mister “fatece largo che passamo noi” lascia le scarpe in mezzo, nella parte iniziale del corridoio, è un gesto di ribellione, perché è regola che non si possa entrare in casa con le scarpe e così lui le lascia in centro, come a rivendicare il diritto di fare come gli pare e così con un calcio tu le nascondi sotto la rastrelliera.

Hai la panca per gli zaini, le borse, l’attrezzatura da pesca e tu infili tutto là dentro, pena il proliferare di un mondo parallelo se qualcuno ha dimenticato costumi bagnati, panini, bucce di frutta e verdura; un felice mondo fatto di microorganismi proliferanti si gode la pace in un luogo incantato.

Quattro scarpiere, una mimetizzata dietro ad uno specchio alto due metri, nascondono quantità infinite di scarpe per tutti i gusti.

Contenitori strategicamente chiusi, armadi senza vetrine nascondono i più biechi segreti, niente soprammobili, tende, tappeti, ma appena entri c’è sempre Spider-Man pronto a farti inciampare, un piccolo infimo mattoncino dei Lego in agguato e ben posizionato per farsi calpestare, infilzando la parte più sensibile del piede facendoti sbattere contro la Gru che uno dei tuoi figli, mentre era nella pancia, ha regalato all’altro nella vana speranza di farsi prendere in simpatia…

Come al solito inviti qualcuno a pranzo senza ricordarti che per renderla presentabile non basta un’impresa di pulizie specializzata in ristrutturazione.

Zanzariera fissata con lo scotch per una pallonata, TV con un tassello mancante grazie a rotazione di medaglia, mobile scrivania sfondato da uno sfortunato tentativo di nascondercisi per una mansh di nascondino e loro che continuano a lanciare giochini come petali di rosa ad matrimonio.

Quando ti alzi con l’intento di pulire perché qualcuno ti viene a far visita, non è un giorno come gli altri, è un giorno di guerra e tu hai una missione, sguardo truce, minaccia pronta, è una mattina di terrore… Per te.

Impartisci ordini, lanci oggetti, nascondi vestiti e sudi, sudi, sudi senza tregua, rendendoti conto di non potercela fare.

Loro intanto se tu hai sistemato il divano lanciano i cuscini, se hai pulito e asciugato il lavandino, si lavano le mani e mangiano, mangiano, mangiano, le colazioni dei giorni di festa non finiscono mai come le briciole…

Sai di non potercela fare, sai che è una battaglia persa in origine, ma lo sguardo di tua madre mentre ti dice che casa fa un po’ schifo, a seicento km di distanza, ti sprona a continuare, loro sono sfiniti dalle minacce, ormai sei arrivata a quella che cambierete città, nazione, mondo!!!

Siete tutti immobili! I pavimenti sono puliti, i lavandini asciutti a momenti arrivano!

Ti accorgi che mancano le olive dal tavolo, è uno dei pezzi forti dell’antipasto! Prendi il contenitore dal frigorifero lo afferri dal tappo, qualcuno ha fatto man bassa e non ha richiuso a dovere, senti la parte alta del barattolo sfuggirti di mano, cade si rompe, l’olio corre lungo tutte le fughe…

E tu lo sapevi, lo sapevi, lo sapevi…

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Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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