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Una giornata con la mamma vs una giornata con il papà.

Tu hai gli occhi caratteristici di un lemure testa nera, spalancati sul mondo già alle 6 del mattino quando tuo figlio grande decide che, il fatto che tu ti sia rintanata ai piedi del letto e stia finalmente dormendo dopo esse riuscita a riragliarti il tuo spazio vitale, scansando quattro piedi numero 35 dall’eleganza di un hobbit (che a confronto, però, sembrano quelli di Cenerentola) tu, che al 36 ti sei fermata e ti tocca allontanarli facendo spaccate che “Yuri Chechi spostati proprio”, lui decide che non può sopravvivere a cotanta distanza, un’onta intollerabile al quale va posto rimedio e al buio e subito, andando a sentimento, per avvicinarsi, si lancia con il ginocchio sul tuo esterno coscia, zona cuscinetti cellulitici, nota per essere ipersensibile al contatto umano e ha così inizio una nuova fantastica giornata.

Dal padre il loro cuore batte all’unisono a 6 battiti al minuto, come quelli di una tartaruga, passano tutti e tre dal letto al divano con una sintonia da far invidia al balletto sincronizzato in acqua, si grattano, trascinano e grugniscono all’unisono, la loro giornata inizia a mezzogiorno, si sviluppa intorno al riposino pomeridiano e continua scandita da pause rigenerati.

Da te sono svegli dalle 6 e chiedendo incalzanti: “Cosa facciamo oggi?”
Tu pensi: “Anche oggi puntiamo alla sopravvivenza” ma dici: “Andiamo in bici”.

Vanno in bici da quando hanno due anni, li porti sulla ciclabile ma non tieni conto che il piccolo ha in mano per la prima volta quella dalle gomme grandi e finisce due volte in mezzo alla strada che si trova 14 metri più in là, ma lui ce la fa lo stesso, preceduto da te, che con un triplo salto carpiato alla power rangers sei già in mezzo alla strada a dirigere il traffico.

Gridi tanto che non lo ricordavi dalla prima di campionato, quando hanno debuttato nel gruppo dei mini micro e tu eri quella mamma commossa che gridava Forza Roma, quando le squadre in campo erano “Quagliette spennate” contro “Dragoncelli afoni”.

Arrivi a casa che se ti fosse passato sopra un camion avresti almeno ancora la messa in piega, mentre prepari la cena e ignori che loro si picchino in giardino, senti gridare: ” Mamma, mamma, Davide mi scopa!!!”.

Provi a fare la persona seria e a trattenere il riso, ma la tensione della giornata si sfoga tutta in quei dieci minuti di convulsioni, ti dirigi fuori dove Davide brandendo una scopa vuole scopare Daniele, mentre Daniele brandendo un mocho vuole mochare Davide.

E niente, finalmente domani vai al lavoro e ti riposi!

Stefania Italiano

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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