I miei articoli

“Fare il genitore”.

No, la verità è che fare il genitore non è assolutamente come avresti immaginato.
Tu e il tuo dolce frugoletto, la complicità, le coccole, le gite spensierate, collaborazione, elucubrazioni…

No, fare il genitore è faticoso, fare il genitore è chiedere una foto ad un passante e non riuscire a guardare tutti nella camera nello stesso momento neanche se lo sconosciuto spara fuoco dalle orecchie, lancia raggi laser dagli occhi e si tocca con la lingua la punta del naso.

Fare il genitore è addentrarsi nella foresta amazzonica, mettersi la fascia di Rambo, affrontare l’intera giornata tra grida, lancio di tartarughe ninja in plastica dura, broccoli spiaccicati per terra, drammi esistenziali, risse placate a suon di buonsenso, ciabatte perse, caramelle rubate, fare il genitore e’ arrivare a sera leccandosi le ferite… E contando due infradito per quattro piedi!!! (fortuna che uno ha perso la destra, l’altro la sinistra e c’è da ricomprarne solo un paio!!!).

Fare il genitore è cercare di ignorare due piccole furie che si menano appena sveglie, a tavola ignorando la barricata di buste di biscotti che ogni giorno tu erigi più alta e robusta, sulle scale dove uno è già rotolato guadagnando sei punti, alla portiera della macchina dove si sbattono che sembrano le prove del crash test.

Fare il genitore è dividerli costantemente, è infilarti fisicamente tra di loro per staccarli, è infilarli in macchina, ma loro scavalcano per andare davanti, si posizionano sui sedili anteriori, ma tu ci devi mettere l’umido e l’indifferenziato, perché gli addetti sono passati all’alba e ti hanno fregato! Solitamente li rincorri in mutande e ciabatte, oggi devi portarli all’ecocentro, Loro di andare indietro non ne vogliono sapere, così li spiaccichi tra il puzzolente secchio dell’umido e il sacchetto putrido dell’indifferenziato, ma loro non una lamentela, sempre Loro, quelli che si lamentano per il caldo, il freddo, la sete, la fame, la pipì, ma sulla mondezza neanche un fiato.

Poi mentre fai il giro per prendere posto sul sedile del guidatore, loro toccano tutti i tasti di cui tu non sapevi l’esistenza, così appena giri la chiave parte il tergicristallo, attaccano le cascate del Niagara, suona l’orologio a cucù, non da meno parte l’aria condizionata con la sfilata dei pinguini di Madagascar e dalla radio a tutto volume esce Whitney Houston in persona intonando “I will always love you”.

Come ogni mattina ti sei alzata ripetendoti di respirare, continui a cercare di respirare e mantenere il ritmo costante, ma i due alla tua destra che si tirano i capelli e che si schioccano schiaffi dall’acuto fastidioso, irritano alquanto i tuoi nervi, tu stai per andare al lavoro, anzi tu sei in ritardo al lavoro e devi occuparti dell’umido, dell’indifferenziato e consegnare i figli alla tua amica che da ieri sera respira come consigliato da te dentro un sacchetto di carta.

Ultimi metri verso la salvezza, con Loro che si insultano e ti rotolano dietro faticando perché devono coordinare gli sgambetti alla camminata veloce.
Chiuso il portone dietro le loro spalle il silenzio.
Ti godi un attimo il nulla con le orecchie che ancora fischiano.

Un sussulto, rinsavisci e ti precipiti alla macchina, sei in ritardo, ma vuoi portare il secchio dell’umido vuoto a casa!
Il traffico è impressionante, tutto sembra esserti contro è troppo tardi!

Arrivi al lavoro trafelata, sudata, il secchio ancora in macchina, la puzza che ti soffoca, lo smalto da rimettere, la divisa accartocciata in borsa, ma sai che l’oroscopo ha detto: “devi avere pazienza, gli astri si allineeranno e la giornata ti sorridera’!”

Ah beh allora ce la possiamo fare anche questa volta!!!

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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