I miei articoli

Il misterioso mondo delle fiacche.

Non si chiamano fiacche???

Vesciche. Vesciche metterà tutti d’accordo.

Arriva la primavera, non sei ancora pronta a riesumare i sandali dal garage, ma gli stivaletti Bikers, che fanno tanto aggressive (pronuncia in inglese) ora lasciano all’aggressive, il posto al sudaticcio molliccio, viscido, puzzolente piede, che ad ogni passo regala un’affascinante melodia stile rane nello stagno.

Cedi così il passo alle graziosissime ballerine rosse, regalo di una preziosa amica, il cui dono sfoggi ogni anno con infinito orgoglio.

Non importa se sono l’antisesso per eccellenza, se ti mozza la gamba già di per sé lunga quanto un c… cacciavite e un barattolo, indossi la scarpetta con profonda soddisfazione.

Cammini per ore tenendo la schiena dritta, il mento alto, il ciuffo ribelle sugli occhi, questa sì che è grazia…

I primi cinque minuti.

Poi ti si sbuccia il terzo dito da sinistra e due minuti dopo, il secondo da destra, ognuno su un piede diverso.

Perdi dignità, ti incurvi, fingi disinvoltura, ti scappa la pipì, cerchi di fabbricare due cerottini con l’elastico delle mutande, ma si arrotola e diventano due anellini, peraltro molto carini, ma inutili alla causa.

Provi saltando su un piede, ma è ferito, provi sull’altro ma anche l’altro è ferito, il dolore è insopportabile, ti si comincia a vedere la carne viva!

Potresti morire te lo senti!

Sei troppo lontana ancora dalla macchina per immaginare il goduriosissimo momento in cui le toglierai, non ti resta che cercare una soluzione, sei nella tua città, passerà qualcuno che conosci, ti appoggi ad un albero sul ciglio della strada, prima levi una scarpa e con grazia appoggi la pianta del piede sul lato del ginocchio dell’altra gamba, formando una P, tra la gamba tesa e quella piegata, lasciando riposare il povero piede e poi via con l’altra.

Ma di un conoscente neanche l’ombra e quando sei di fretta incontri sempre qualcuno che ti deve raccontare del figlio di poco appetito e della vecchia zia ricoverata per emorroidi.

Continui con speranza l’attesa, quando, al tuo cospetto, si ferma Magnum PI. Decappottabile rossa anni ottanta (non era decappottabile quella originale, evvabbe’ quanta precisione) baffi tali e quali, occhiali che neanche Ponciarello, ti guarda e ti fa:

Che c’hai d”‘accendere?”
Con l’accento romana che stona con quella hollywoodiana.

… Sei asmatica, sudata, spettinata, con le fiacche ai piedi, non c’hai d’accendere!

… Pero’ c’hai due anellini alle dita dei piedi fatti con l’elastico delle mutande… vanno bene lo stesso?

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments