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Quando avere le fette ti salva la giornata

Ci sono giornate che necessiterebbero di una circolare 3 giorni prima per annunciare la fatica che verrà.

E invece no, ti alzi ignara di tutto, ma la cervicale ad Alghero il 29 settembre non lascia prevedere niente di buono.

Nello schivare i morsi affettuosi di un cucciolo di cane che in piedi ti arriva al pomo d’adamo, che non hai, senti il gomito scontrarsi ad una velocità di 300 km orari contro lo spigolo della porta, uno scontro di proporzioni titaniche in quell’esatto punto bastardo, nascosto, che se viene colpito regala un dolore lancinante con scosse intermittenti a ritmo regolare e hai ancora solo un piede poggiato per terra.

Arrivi alla posta per occuparti di una questione importante, ma è chiusa, oggi è il Santo Partono della Città. Chiedi conferma di questa grave presa di posizione della posta ai danni dei suoi cittadini al giovane fermo davanti a te, ma per quanto tu parli lui continua a non guardarti e concentrarsi sul suo iPhone. Saranno affaracci suoi ma dal momento che sei alterata, affamata, grassa e nervosa, ti pari davanti a lui con la faccia contrariata che neanche fosse il tuo fidanzato che chatta con la tua migliore amica.

Lui ti guarda aprendosi in un un sorriso luminoso, non ha capito un cazzo e’ lituano.

Torni a casa e l’ufficio tal dei tali comincia ad inviarti materiale che devi stampare ma tu non hai la stampante. Vai in centro ma è saltato internet e nessuno può stampare i tuoi fogli, chiedi a tutti anche il fruttivendolo, non c’è linea.

Intanto il padrone di casa ha deciso di dare il verderame e tu devi ritirare gli stendini, il mangiare del cane del gatto e di Babbo Natale. Noi ci portiamo avanti con i lavori.

Chiuso in casa il gatto, porti con te il cane per un tuffo.

Lui è peggio dei controllori del green pass. Nessun essere umano che si trova sulla spiaggia resterà impunito e si fa tutti gli asciugamani tipo partita di Baseball ad assicurarsi la base.

Tu hai dimenticato il guinzaglio, corri avanti e indietro per la spiaggia facendo barriera per non farlo avvicinare a nessuno, ma lui è furbo, dribbla, salta, scarta.

Dopo 45 minuti sotto il sole,  saltando come una foca monaca con i tuoi 7 kg in più, con la risoluzione di una sfinge , la dignità di un’amazzone, le tette di tua nonna di 94 anni, togli il reggiseno e lo usi come guinzaglio.

Finalmente ti fai un bagno.

Ma ti interrompe la telefonata del tuo padrone di casa che verrà a vedere casa domani, tu hai tinto le pareti rosa shocking, usato tutti i materassi per creare un’area jumpers, “estirpato” i faretti dal giardino per illuminare la veranda che neanche il Cocorico’ a Riccione.

Ma di questo disastro colossale ci penserai dopo, devi ancora occuparti dei documenti da stampare.

Trovi una cartoleria dove internet funziona, è dall’altra parte della città, hai ancora la sabbia appiccicata addosso mista a quelle alghette che sembrano scotch e una volta asciugati addosso è una ceretta ad ogni strappo.

Non puoi entrare perché non hai la mascherina, la tua amica ti porge il suo reggiseno, il tuo ormai dopo aver fatto da guinzaglio ricorda più un un asciugano arrotolato adibito a paraspifferi.

Entri e ci vogliono quarantacinque minuti per completare l’operazione e non sai se è per via della linea ballerina o per l’evidente curiosità dell’addetto rispetto alla tua mascherina:

Cosa c’è? Non ha mai visto un reggiseno?

La tua faccia a dispetto del tuo aspetto: alghe in ogni dove, capelli arruffati, reggiseno all’altezza della bocca, è seria e contrita, stai cercando di firmare ed inviare un contratto che potrebbe cambiare la tua intera esistenza per sempre e la tua amica ride.

Ride a singhiozzo, ride sonoramente e non scende neanche a picchiare la signorina che dall’alto del suo SUV, bruciatale la precedenza, ti grida:

Ignorante!!!“.

Alla fine ridi anche tu, in fondo il padrone di casa verrà domani.

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

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