I miei articoli

Quando vai dalla parrucchiera e piove

Rughe, ansia acidità, di stomaco.

Non è che tu non vada dal parrucchiere perché sei povera da fare schifo, non hai tempo neanche per leccare la crema che si trova tra i due biscotti Ringo, e ogni volta che prendi un appuntamento esplode una pandemia o arriva il giorno dell’Apocalisse.

No, non vai dalla parrucchiera perché seduta su quella sedia ti senti una tartaruga disidratata!!!

E la mascherina non aiuta!!! Nasconde le guance dalle quali le rughe non sono state ancora raggiunte, ma tiene in bella vista contorno occhi, mezzo sopracciglia e fronte e sappiamo tutti questo voglia dire assomigliare a Gollum de “Il Signore degli Anelli” ovviamente rigorosamente senza tesoro.

Devi prendere l’appuntamento e te lo danno a distanza di tre mesi, come l’ecografia con la mutua, nei quali può accadere di tutto, potrebbero riesumare Tutankhamon con la sua maledizione (già fatto?) beh, potrebbero piovere polpette, potresti persino diventare ricca…

ma non è successo.

E il giorno dell’appuntamento piove.

Tu sei riccia, ma è rigoroso, se entri dalle porte scorrevoli del salone di bellezza, ne devi uscire liscia, ma non liscia vaporosa, tipo quando ci prova la tua amica: “Dai che ti faccio liscia io” e dopo 95 minuti distrutta ti dice “Non pensavo avessi così tanti capelli!” e tu intanto sembri Nino d’Angelo sul lungomare partenopeo cantando “Gelato al cioccolato” senza frangetta!

No no, liscia, liscia, come la Barbie, con i capelli corti, bassa, mota e tonda.

Esci dal locale, calda, ordinata e soddisfatta.

Piove.

Togli il giubbotto e lo metti in testa modi foulard di nonna Angela raccogliendo pomodori.
Braccia in alto per non perdere la giacca, pantaloni risvoltati per non bagnare l’orlo che se si bagnata l’orlo l’acqua arriva alle caviglie, si bagnano le calze, le scarpe fanno il rumore delle rane, la pancia ti si scopre, ti viene il cagotto, tre giorni con la febbre ed esci di casa di nuovo riccia.

No, sei previdente, giacca in testa, risvoltino fatto, fiera ed orgogliosa ti dirigi al lavoro dove Anna, la fantasiosa cuoca, sta cucinando la ribollita… Vetri appannati, vapore acqueo che s’insinua tra le intercapedini delle porte, ti si appanna il plexiglas, nella mascherina solo nebbia, i peli del naso non riconoscono più tra loro, riemergi dalla cucina che sembri Riccardo Cocciante e anche questa volta sarai liscia la prossima volta.

Stefania Italiano

Questo blog è rivolto a tutte le mamme e a tutte le donne e a tutti gli uomini e a tutti i bambini e a chiunque abbia voglia di ridere e ironizzare sulla vita.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments